venerdì 25 novembre 2005

SOGNI DI MARE

Arrivavano da lontano, i due, a bordo d’una grande nave. Avevano attraversato i mari ed il lungo viaggio stava per terminare; la nave sbuffò nuvole come di cotone, a salutare il porto appena visibile all’orizzonte. L’America adesso era davvero distante.

Uno proveniva da una famiglia di emigrati ed aveva un appuntamento col passato: veniva a conoscere i luoghi tanto decantati dai suoi, a svelare l’unico pezzo mancante della sua storia. L’uomo salì sul ponte al tuono della sirena, per non perdere l’emozione di vedere terra, all’arrivo.

Una era una donna; voleva incontrare il padre partito molto tempo prima e non più tornato. Lei era ancora piccola allora e ne serbava un ricordo esatto: altissimo, come un albero, dalle lunghe braccia, come rami, e la voce forte, prorompente, legnosa. La donna, fremente d’impazienza, pure salì sul ponte.

Tuu, urlò la sirena mentre la città, bellissima, si faceva sempre più grande. I due erano a prua, separati solo dalle reciproche aspettative. L’uomo vide la terra sempre più nitida, il porto, le case, Genova. Di lontano spiccava la figura di un uomo, piccolo in fondo, che attendeva ritto. La donna non ebbe dubbi, era lui: suo padre. Lo ricordava immenso; era solo un uomo. Il verso dei gabbiani era come musica, così il rumore dell’acqua; l’emozione esplose simultanea nei loro occhi, irruppero le lacrime come mare, d’acqua e di sale, si incrociarono alfine i loro sguardi in quel momento esatto e le loro emozioni, d’incanto unite, s’amarono per sempre.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

bello, vulcaninho, bello!
:-*

--m ha detto...

grazie Quel!
penso che tu sia l'unica che viene qui a leggere :)

***

Anonimo ha detto...

niet vero. tse.

Anonimo ha detto...

acho que vou te colocar nos meus links, quem sabe aparece mais gente?
mas vê se não fecha o blog de novo, tá?
beijinho
Quel

--m ha detto...

Obrigado! Naum vou fechar, até fico no seu link.. :)