sabato 25 novembre 2006
venerdì 24 novembre 2006
AH, GOOGLE
Alcune chiavi di ricerca con cui qualcuno è arrivato qui:
- nomi cantanti napoletani piccoli
- ingredienti colla coccoina
- preparativi sesso anale
- il piacere anale a quattordici anni
- significato dito medio alzato
- sesso anale con gabbiani
- le dita delle mani crescono a dismisura
- contratto transitorio como vista lago
- se ami il tuo capo e lui non lo sa
lunedì 20 novembre 2006
FERNANDO SABINO
Ele faria da queda um passo de dança,
do medo uma escada, do sono uma ponte,
da procura um encontro.
(Fernando Sabino)
[Egli avrebbe fatto
di una caduta un passo di danza,
della paura una scala, del sonno un ponte,
della ricerca un incontro.]
--
Questo testo è l'unica frase interessante del libro di Sabino intitolato "O encontro marcado". L'ho letto a fatica, aspettando invano che succedesse qualcosa, sperando che il tedio di una vita sprecata si rivolgesse a un tratto a costruire la sua storia. Sono partito dalle radici ed ho atteso la nascita di una pianta, ma le radici sono rimaste tali, si sono seccate, atrofizzate e la pianta è rimasta un desiderio.
Non trovo affascinante la perdizione di vivere una vita dissestata tra fumi dell'alcol e talento sprecato; non trovo interessante il problema della difficoltà di vivere, che tutti hanno. Non godo nell'osservare la scialba vita degli altri, i loro dolori. Ho già i miei.
Avevo grandi aspettative, Fernando, grazie a quel tuo promettente incipit, ma sono state disattese. Potrai mai farti perdonare da me?
do medo uma escada, do sono uma ponte,
da procura um encontro.
(Fernando Sabino)
[Egli avrebbe fatto
di una caduta un passo di danza,
della paura una scala, del sonno un ponte,
della ricerca un incontro.]
--
Questo testo è l'unica frase interessante del libro di Sabino intitolato "O encontro marcado". L'ho letto a fatica, aspettando invano che succedesse qualcosa, sperando che il tedio di una vita sprecata si rivolgesse a un tratto a costruire la sua storia. Sono partito dalle radici ed ho atteso la nascita di una pianta, ma le radici sono rimaste tali, si sono seccate, atrofizzate e la pianta è rimasta un desiderio.
Non trovo affascinante la perdizione di vivere una vita dissestata tra fumi dell'alcol e talento sprecato; non trovo interessante il problema della difficoltà di vivere, che tutti hanno. Non godo nell'osservare la scialba vita degli altri, i loro dolori. Ho già i miei.
Avevo grandi aspettative, Fernando, grazie a quel tuo promettente incipit, ma sono state disattese. Potrai mai farti perdonare da me?
giovedì 27 luglio 2006
lunedì 24 luglio 2006
venerdì 14 luglio 2006
COSI' VA IL MONDO
È così che va il mondo
anima mia
ci sono strade, a volte
e persone a percorrerle
e ci sei tu
triste da tempo
che ne scegli una
a salire
singolare, ma non solitaria,
una strada di nomi
di tutti i nomi.
È così che va il mondo
anima mia
ci sono donne e uomini
a rincorrersi
nell’affanno della vita
e piantano un albero, a volte
lasciano un libro, un figlio,
un po’ di polvere
di sé.
E io,
che anche cammino, a volte
non so piantare alberi,
scrivere libri
né educare figli
riesco a sentire però
il respiro del mondo
nel canto di un grillo
e ti sorrido, triste
mentre ti guardo salire,
salire.
Così va il mondo, a volte
soffia un piccolo vento
e cambia la storia,
così in un momento
io divento piccolo piccolo
e immensa, tu.
anima mia
ci sono strade, a volte
e persone a percorrerle
e ci sei tu
triste da tempo
che ne scegli una
a salire
singolare, ma non solitaria,
una strada di nomi
di tutti i nomi.
È così che va il mondo
anima mia
ci sono donne e uomini
a rincorrersi
nell’affanno della vita
e piantano un albero, a volte
lasciano un libro, un figlio,
un po’ di polvere
di sé.
E io,
che anche cammino, a volte
non so piantare alberi,
scrivere libri
né educare figli
riesco a sentire però
il respiro del mondo
nel canto di un grillo
e ti sorrido, triste
mentre ti guardo salire,
salire.
Così va il mondo, a volte
soffia un piccolo vento
e cambia la storia,
così in un momento
io divento piccolo piccolo
e immensa, tu.
venerdì 28 aprile 2006
ROMA VISTA DAL BASSO
venerdì 21 aprile 2006
ALLA VITA
Alla vita
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
(Nazim Hikmet)
(Me ne approprio ogni volta)
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
(Nazim Hikmet)
(Me ne approprio ogni volta)
martedì 11 aprile 2006
lunedì 3 aprile 2006
IL FLUSSO DEL TEMPO
No, non sono più d'accordo con la visione ellenica del tempo (post).
Passa il tempo e trovo sempre meno concetti consolidati, vado in disaccordo perfino coi miei propri (vecchi) pensieri. Sarà evoluzione o involuzione? Crescita o implosione?
Oggi la penso così.
Il passato non esiste. Qualunque tempo passato dipende da una variabile assolutamente arbitraria, parziale e soggetta a deperimento: la memoria. Il passato è un'idea, un accenno, è come una lacrima che qualcuno non deve vedere. E' dunque così instabile da perdere qualunque affidabilità. Non piangere più, Minerva, le tue lacrime già sono una splendida costellazione.
Il futuro è concreto, un piano singolare, è un progetto. Non può deludere finché non accade, perciò è potenzialmente perfetto. E' una promessa mantenibile, come l'amore. Lo sanno Afrodite e Venere, lo sa la fioraia sfiorita e l'amante disillusa. Lo sa Kama e lo so anche io.
Il presente è terra di nessuno, è il complicato e coraggioso tentativo di cucire insieme due mondi incompatibili. E' Giunone, è questo testo, è un ignaro filo d'erba, è il tutto che già non è più, è una pioggia immobile, rimpianto.
Tra l'indeterminatezza del passato e la perfezione del futuro, scelgo di godere il mio presente, ignorandolo. Quel che resta è la Speranza, grande, superba, rotonda, capitale. Personale. Mia.
Passa il tempo e trovo sempre meno concetti consolidati, vado in disaccordo perfino coi miei propri (vecchi) pensieri. Sarà evoluzione o involuzione? Crescita o implosione?
Oggi la penso così.
Il passato non esiste. Qualunque tempo passato dipende da una variabile assolutamente arbitraria, parziale e soggetta a deperimento: la memoria. Il passato è un'idea, un accenno, è come una lacrima che qualcuno non deve vedere. E' dunque così instabile da perdere qualunque affidabilità. Non piangere più, Minerva, le tue lacrime già sono una splendida costellazione.
Il futuro è concreto, un piano singolare, è un progetto. Non può deludere finché non accade, perciò è potenzialmente perfetto. E' una promessa mantenibile, come l'amore. Lo sanno Afrodite e Venere, lo sa la fioraia sfiorita e l'amante disillusa. Lo sa Kama e lo so anche io.
Il presente è terra di nessuno, è il complicato e coraggioso tentativo di cucire insieme due mondi incompatibili. E' Giunone, è questo testo, è un ignaro filo d'erba, è il tutto che già non è più, è una pioggia immobile, rimpianto.
Tra l'indeterminatezza del passato e la perfezione del futuro, scelgo di godere il mio presente, ignorandolo. Quel che resta è la Speranza, grande, superba, rotonda, capitale. Personale. Mia.
venerdì 17 marzo 2006
FALLACE E' GOOGLE
Qualcuno è approdato su questo blog attraverso Google con la seguente frase di ricerca:
"come prepararsi al sesso anale".
Dico a te, che hai cercato risposte e invece sei arrivato in questo luogo in cui al massimo troverai domande, dico a te siccome penso che tu non abbia trovato quello che cercavi, a te dico: non penso che ti serviranno preparazioni particolari, né magiche pozioni. Voglio dire, lasciati andare, e va da sé.
E comunque, poi facci sapere.
Ah, gente.
"come prepararsi al sesso anale".
Dico a te, che hai cercato risposte e invece sei arrivato in questo luogo in cui al massimo troverai domande, dico a te siccome penso che tu non abbia trovato quello che cercavi, a te dico: non penso che ti serviranno preparazioni particolari, né magiche pozioni. Voglio dire, lasciati andare, e va da sé.
E comunque, poi facci sapere.
Ah, gente.
giovedì 16 marzo 2006
venerdì 10 marzo 2006
PUNTI FISSI
Punti fissi di oggi:
1) Io sono talmente rompicoglioni che pure la tristezza, più di tre giorni non resiste e se ne va.
2) Sempre più gente va fuori di testa, gli parte la brocca. Sbroccano, si dice qui. Gli esce il senno dalle nari dopo uno sternuto violento, si microfrantuma e niet più.
3) Il mio amico ha le ossa che crescono a dismisura. Si sta espandendo a vista d'occhio. Vuole forse diventare ubiquo? Quo vadis? Ubi me paret!
1) Io sono talmente rompicoglioni che pure la tristezza, più di tre giorni non resiste e se ne va.
2) Sempre più gente va fuori di testa, gli parte la brocca. Sbroccano, si dice qui. Gli esce il senno dalle nari dopo uno sternuto violento, si microfrantuma e niet più.
3) Il mio amico ha le ossa che crescono a dismisura. Si sta espandendo a vista d'occhio. Vuole forse diventare ubiquo? Quo vadis? Ubi me paret!
venerdì 3 marzo 2006
TEORIA DELLA SPAZIALITA' SINGOLARE
Lo spazio euclideo è composto da punti adimensionali.
I punti raggruppati formano zone di dimensione finita.
Le zone che non contengono punti sono zone vuote, o antizone.
Due o più zone aventi la stessa forma e dimensione si dicono omomorfe.
La teoria dello spazialità singolare asserisce che in una zona può vivere una ed una sola antizona ad essa omomorfa.
Mi fa: "Ho troppi cazzi per il culo."*
Dico: "Questo viola la teoria della spazialità singolare. Ne puoi avere uno solo, magari grosso, ma uno."
Mi fa: "Ciò non allevia il dolore..."
Conslusione: è meglio avere un solo, grande nemico piuttosto che tanti piccoli.
* Gretto sinonimo di "problemi".
I punti raggruppati formano zone di dimensione finita.
Le zone che non contengono punti sono zone vuote, o antizone.
Due o più zone aventi la stessa forma e dimensione si dicono omomorfe.
La teoria dello spazialità singolare asserisce che in una zona può vivere una ed una sola antizona ad essa omomorfa.
Mi fa: "Ho troppi cazzi per il culo."*
Dico: "Questo viola la teoria della spazialità singolare. Ne puoi avere uno solo, magari grosso, ma uno."
Mi fa: "Ciò non allevia il dolore..."
Conslusione: è meglio avere un solo, grande nemico piuttosto che tanti piccoli.
* Gretto sinonimo di "problemi".







