lunedì 3 aprile 2006

IL FLUSSO DEL TEMPO

No, non sono più d'accordo con la visione ellenica del tempo (post).

Passa il tempo e trovo sempre meno concetti consolidati, vado in disaccordo perfino coi miei propri (vecchi) pensieri. Sarà evoluzione o involuzione? Crescita o implosione?

Oggi la penso così.

Il passato non esiste. Qualunque tempo passato dipende da una variabile assolutamente arbitraria, parziale e soggetta a deperimento: la memoria. Il passato è un'idea, un accenno, è come una lacrima che qualcuno non deve vedere. E' dunque così instabile da perdere qualunque affidabilità. Non piangere più, Minerva, le tue lacrime già sono una splendida costellazione.

Il futuro è concreto, un piano singolare, è un progetto. Non può deludere finché non accade, perciò è potenzialmente perfetto. E' una promessa mantenibile, come l'amore. Lo sanno Afrodite e Venere, lo sa la fioraia sfiorita e l'amante disillusa. Lo sa Kama e lo so anche io.

Il presente è terra di nessuno, è il complicato e coraggioso tentativo di cucire insieme due mondi incompatibili. E' Giunone, è questo testo, è un ignaro filo d'erba, è il tutto che già non è più, è una pioggia immobile, rimpianto.

Tra l'indeterminatezza del passato e la perfezione del futuro, scelgo di godere il mio presente, ignorandolo. Quel che resta è la Speranza, grande, superba, rotonda, capitale. Personale. Mia.

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